Cara amica,

leggi, scrivi, pensa ai tuoi talenti….vedrai che passa

Lo so che è un bel po’ che non mi faccio sentire, che non ti ho fatto gli auguri di Natale e neanche quelli di Capodanno.

Sono imperdonabile? Alla fine di settimane di pensieri in altalena sono arrivata alla conclusione che NO, non sono imperdonabile, sono soltanto umana.

Dopo il periodo super intenso dei mercatini e delle vendite di Natale ero completamente prosciugata, non riuscivo a pensare a niente. Volevo mandare degli auguri speciali, magari cartacei, fare post sfavillanti e invece il vuoto totale.

Però ti ho pensata tanto e spero che i miei auguri con il cuore ti siano arrivati lo stesso.

E visto che è un po’ che non scrivo, non ti aspetterai mica che sia breve e poco intensa? Quindi se non hai voglia/tempo/morale per leggere cosa ho combinato nelle ultime settimane, clicca qui e vai direttamente alla pagina dei prodotti dove troverai delle promozioni.

Se invece hai 10 minuti ti racconto alcune cose.

Mentre cercavo nelle praterie un po’ prosciugate della mia testa non mi abbandonava la sensazione di essere inadeguata: guardavo indietro e non ero così soddisfatta dell’anno passato, guardavo avanti e continuavo a chiedermi “e adesso cosa faccio? Come posso modificare la mia attività? Cosa ne devo fare? Ma in effetti cosa voglio veramente?”.

Nel frattempo intorno a me vedevo e leggevo post super coerenti, pieni di progetti, buone intenzioni, pianificazioni già belle e pronte al 6 di gennaio, foto perfette postate una dietro l’altra senza neanche prendere il fiato.

Sì, lo ammetto….la sindrome della pecora nera si era impossessata di me.

Ma a chi non è capitato almeno una volta?

Prima o poi tutte ci cascano: perché ti vedi qualche chilo di troppo, perché sei sempre in ritardo, perché hai un lavoro ma non ti piace più e non hai il coraggio di cambiare, perché la casa non è in ordine come vorresti, perché l’altra sembra avere raggiunto il successo e tu no, perché quando hai un’idea e fai un po’ di ricerca scopri che non è così originale o anche solo perché la pagina con la tua TO-DO-LIST sembra auto-alimentarsi senza sosta e ti guarda minacciosa gridandoti “Ohi bella, ti dai un’organizzata o no?! che io sono per il nudelook o al massimo le righe e non certo per gli scarabocchi che stanno sui ripiani a prender polvere per settimane”.

Poi è successo che

  • ho rivisto Forrest Gump con i suoi magnifici insegnamenti su cosa sia la diversità e il saper valorizzare i propri talenti: a lui è bastata la consapevolezza di un solo talento, ma molto preciso, per raggiungere risultati incredibili e anche molto diversi tra loro
  • ho letto questo bell’articolo di Veronica Benini, in arte la Spora che dice delle sacre verità su come noi donne ci viviamo e su come gli stereotipi attuali influenzino il nostro modo di vivere il nostro corpo
  • ho cercato la mia parola dell’anno seguendo le indicazioni di Susannah Conway, ed è risultata RADIANT (splendida splendente) perché vorrei che i miei occhi tornassero a risplendere come facevano una volta, pieni di gioia di vivere, di progetti ambiziosi da portare avanti, di serenità, un po’ come in questa foto

 

  • ho scritto tanto seguendo i consigli delle diverse coach che conosco: sono parecchie e non le cito volutamente perché le stimo tutte, di molte sono amica, e non voglio far torto a nessuna. Fino al 2014 non sapevo neanche cosa volesse dire questa parola e adesso invece te lo consiglio caldamente e se poi vuoi qualche nome, sentiamoci
  • Proprio perchè ci credo, ho iniziato un mio percorso di evoluzione con l’aiuto di una delle non-menzionate coach e a tempo debito te ne parlerò meglio
  • Ho ripescato dalla memoria la foto che vedi qui sotto: 2 anni fa durante un corso sul business plan la mitica Francesca Marano ci aveva chiesto di immaginare il vestito con cui salire sul palco del Kodak Theatre per ricevere l’Oscar. Io avevo scelto questa foto per l’abito ma anche per la persona, perché considero Inès de la Fressange la mia icona di stile. Aihmè non avrò mai il suo fisico ma ricordandomi questa storia sono andata a vedere il suo profilo Instagram, mi sono iscritta alla sua Lettre d’Ines, ho ripreso in mano un suo libro comprato per caso prima di Natale e ho capito quanto la sua pariginitudine possa essere un faro sulla mia strada verso la realizzazione del mio prossimo sogno (eh no, per ora, niente anteprime).

La pecora nera e la mucca viola

Insomma, oggi è il 19 gennaio, l’anno è iniziato da quasi 3 settimane e finalmente posso dire che

la pecora è ancora nera, ma perché indossa un elegantissimo e intramontabile Valentino e si staglia tra le altre pecore bianche.

Essere diversi non è facile ma bisogna riuscire a farne un elemento di forza anziché di debolezza.

Un po’ come la mucca viola di Seth Godin, famoso guru del marketing, che ha affermato che in un mondo pieno di mucche marroni per farsi notare è necessario fare qualche cosa di stra-ordinario, ossia fuori dall’ordinario, come mettersi una livrea viola.

 

Però prima di Seth una certa Mariella, ben 40 anni fa, aveva creato questa serie di 4 disegni, che proprio di questo tema parlano.

Io li ho rinominati gli animali “fuori dal coro”.

Scegli di essere fuori dal coro

Tu a questo punto starai pensando, cosa c’entro io in tutta questa storia? Ok dai, passa nell’altra stanza e vai davanti allo specchio e guardandoti negli occhi chiediti “mi sono mai sentita una pecora nera?”

Se la tua risposta è sì, allora prova a fare anche tu come me: leggi, pensa ai tuoi talenti, guarda dentro te stessa, osserva il tuo mondo con occhi diversi, ritaglia la foto della donna dei tuoi sogni e incollala in un posto in cui la possa vedere spesso e soprattutto SCRIVI e vedrai che la neritudine si trasforma.

E per finire passiamo alla promo. Visto quello che ti ho appena raccontato il minimo che potevo fare è agevolarti mettendo in promozione i blocchi della serie “fuori dal coro”.

Fino alla fine di gennaio li trovi a 6 € invece che 8 €.

Scegli quello che ti rappresenta meglio tienilo sulla scrivania come piccolo divertente incoraggiamento alla tua trasformazione.