Da ormai 8 ani, passiamo le nostre vacanze estive nelle Marche alla Tenuta San Marcello, posto magnifico e super rilassante, dove ritroviamo il piacere della vita lenta, della campagna che rigenera e dell’amicizia che fa bene al cuore. A dire il vero non andiamo solo d’estate ma tutte le volte che possiamo perché ci siamo innamorati di quel mare di colline e perché Pascale, Massimo, Sophie e Jordi, proprietari della tenuta, sono diventati la nostra seconda famiglia. Proprio a TSM è nata la mia passione per l’allestimento delle tavole a tema, e Ferragosto dopo Ferragosto ho scoperto quanto mi diverte creare scenografie, trovare soluzioni creative, utilizzare la mia manualità e stupire i commensali con qualche dettaglio inusuale.

Sì perché è proprio il Ferragosto l’occasione in cui io Pascale ci scateniamo per fare della cena ferragostana un festa speciale: ci lavoriamo alacremente nei giorni precedenti coinvolgendo figli e altri ospiti, andiamo in giro per i negozi della zona a cercare accessori, frughiamo in dispensa e nella scatola dei nastri avanzati dal Natale, decoriamo, coloriamo, cogliamo fiori o raccogliamo conchiglie in riva al mare. Proprio al mare è stata dedicata la nostra prima tavola, poi ci sono stati la lavanda, la pace, la campagna e infine quella di quest’anno dedicata al vino.

 

Tenuta San Marcello è infatti un agriturismo con cantina che unisce l’aspetto di accoglienza a quello di produzione a basso impatto ambientale di vino di Lacrima di Morro d’Alba e Verdicchio dei Castelli di Jesi. Vini sempre più apprezzati e conosciuti e che abbiamo voluto celebrare anche perché proprio quest’anno è stato inaugurato un nuovo punto vendita e il Bar di campagna, punto ristoro aperto anche all’esterno oltre che agli ospiti.

PerBacco è già Ferragosto!

Una tavola a tema si tesse a poco a poco come una trama in cui i singoli fili da soli sono belli ma insieme agli altri diventano un motivo con senso compiuto.

E noi abbiamo preso i singoli elementi che compongono il mondo della viticultura e li abbiamo usati sulla nostra scena della festa, facendo esperimenti e trovando soluzioni creative, a basso impatto ambientale e anche a basso costo, il che non guasta.

Come mise en place avevamo deciso di realizzare un tavolo imperiale, una delle situazioni che preferisco perché permette di avere lo spazio per allestire una scenografia di impatto che si sviluppa sia in lunghezza che in altezza creando movimento.

Ecco quindi i singoli elementi che abbiamo usato e come li abbiamo interpretati:

  1. TURACCIOLI e SPAGO

I turaccioli provenienti da bottiglie stappate sono diventati simpatici ferma tovaglioli brandizzati. La parte più complessa è stata forarli con il trapano senza farsi male, ma per fortuna nel team di lavoro c’era Davide, abbastanza esperto e veloce da fornirci la materia prima in un’ora.

Una volta forati abbiamo usato dello spago color corda abbastanza spesso per legare i turaccioli al tovagliolo e come ulteriore tocco cromatico abbiamo aggiunto un nastrino color vinaccia, che richiamava i riccioli delle viti.

2. MOSTO DI LACRIMA

Con gli acini di Lacrima cotti e passati abbiamo ottenuto una bellissima tintura con cui abbiamo colorato i runner da mettere in centro tavola.

3. I MENU

La stessa tintura ci è poi servita per dipingere i menu che avevamo precedentemente stampato e poi personalizzato a uno a uno con disegni di grappoli e spruzzate di colore verde. Ogni menù è diventato così una piccola opera che molti ospiti hanno portato con sé come ricordo della serata.

Usare la tintura di mosto è stato divertente, unico accorgimento, bisogna farla asciugare bene perchè il contenuto zuccherino che si sviluppa in cottura tende ad appiccicare. Così noi abbiamo letteralmente steso al sole i nostri menù.

4. LE CITAZIONI SUL VINO

Con la stessa tecnica delle macchie di colore abbiamo creato i foglietti da appendere ai tralci come se fossero grappoli di saggezza e di ironia: su ogni foglietto una frase diversa sul vino, a volte seria a volte divertente.

La nostra intenzione era che questi foglietti fossero sia un elemento di decoro ma anche un diversivo per gli ospiti tra una portata e l’altra. Possiamo dire che l’obiettivo è stato raggiunto a pieno visto che a metà cena gli ospiti facevano a gara a leggere a voce alta (e commentare) la frase più vicina a loro, creando simpatici momenti di ilarità.

In un negozio specializzato in prodotti per enologia abbiamo trovato i supporti in bambù adatti a dare movimento al tavolo ricoprendoli con tralci e grappoli. Per farli stare in piedi abbiamo usato vasi in coccio riempiti di base da fioristi verde, nascosta da foglie di vite e fico.

5. I TRALCI DI VITE e I GRAPPOLI

Per adornare la tavola non potevamo che ricorrere a lunghi tralci di vite con i loro grappoli che abbiamo fatto correre lungo tutto il tavolo con un movimento sinuoso che alternava alti e bassi. Secondo me è infatti importante non impedire la vista tra i due commensali opposti e lasciare anche il giusto spazio ai cibi e al vino.

6. LA FRUTTA IN TAVOLA

Oltre all’uva abbiamo aggiunto anche qualche fico maturo che si sposava benissimo sia con il nostro allestimento che con il menù…. a fine serata non ne era rimasto neanche uno! Poter piluzzicare acini d’uva e fichi tra una portata e l’altra è stata molto piacevole.

7. LE CANDELE

Potevano mancare le candele per dare atmosfera?

9. IL TEAM

Nelle foto hai visto tante mani diverse, perché quest’anno abbiamo creato un vero team che per un paio di giorni ha creato insieme a noi e la cosa più bella è proprio l’atmosfera di laboriosità e serenità che unisce amici e parenti, adulti e adolescenti.

10. IL RISULTATO FINALE

La serata è stata molto divertente e ben riuscita, complice il tramonto, l’atmosfera che si crea sempre intorno al tavolo, gli ottimi cibi marchigiani.